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dal 21 al 25 aprile 2017
“i Campi Flegrei e le vedute di Napoli”

Camper club napoli
Tour con partecipazione a premi del concorso fotografico “FOTO A’ PORTER II edizione”

TOUR DI PRIMAVERA WEEK END di MARZO DEDICATI all’ARTE

Camper club napoli
Camper Club Napoli consiglia agli amici camperisti, amanti dell’arte, importanti appuntamenti artistici nella città di Napoli.
dal 7 all’ 11 dicembre 2016
La via dei Presepi

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Raduno promosso dall’Associazione Camper Club Napoli
dal 30 settembre al 2 ottobre
La terra che Arde 2016

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Raduno a Napoli dal 30 settembre al 2 ottobre.
Dal 2 al 5 Giugno 2016
Per il Ponte del 2 giugnoRaduno Camper "Foto -a- Porterconcorso fotografico con premiazione

Camper club napoli
Dal 22/04/2016 al 25 Aprile 2016
Ponte del 25 aprile 2016

Camper club napoli
Per il ponte del 25 aprile, l’Associazione Camper Club Napoli propone a tutti gli amici camperisti una confortevole sosta presso l’area attrezzata “Il Parco dei Camaldoli”


Dal 31/03/2011 al 03 Aprile 2011
1a Festa del Campeggiatore Turistico "vivendo Cava ed il millennio”

Camper club Napoli
A.C.T.Italia Federazione Nazionale, con il patrocino del comune di Cava dei Tirreni (SA) In occasione del Millennio dell’Abbazia Benedettina SS. Trinità, organizza la 1a Festa del Campeggiatore Turistico
Dall' 1 al 04 luglio 2010
Viaggio-Studio, Carinzia (Austria)

Camper club Napoli
Dall’1 al 4 luglio 2010 una rappresentanza dei Club affiliati ad A.C.T.Italia Federazione è stata ricevuta dall’Ente Turismo della Carinzia (Austria) per svolgere un viaggio di studio mirato alla conoscenza di questa straordinaria regione austriaca.







Itinerari e percorsi turistici in camper a Salerno

Itinerario Turistico in camper nella Costiera Amalfitana

Itinerario nella costiera amalfitana
La costiera Amalfitana è giudicata da molti il tratto di costa (insieme a quello sorrentina, di cui è la naturale continuazione) più bello del mondo, l'itinerario in camper che vi presentiamo è l'esempio di come si possano concentrare su uno stesso territorio una quantità incalcolabile di meraviglie storiche, paesaggistiche, artistiche e culturali.

Itinerario nella costiera amalfitana
La Costiera Amalfitana si estende sulla parte meridionale della penisola tra il golfo di Napoli e quello di Salerno. Il paesaggio è caratterizzato da una combinazione di mare e monti, ricco di baie e piccoli golfi, spesso inaccessibili via terra. Il territorio è fortemente scosceso ed in alcuni tratti precipita a mare con pendenze elevate, evidenziando in alcuni punti tra Positano e Vietri sul Mare, zone dove la natura è quasi completamente incontaminata. Alle spalle dell'area sono presenti i Monti Lattari, formazione di natura calcarea, che raggiungono l'altitudine massima di 1425 m. con il rilievo più elevato, il Monte S. Angelo a Torre Pizzi.

Le notizie storiche sull'origine degli insediamenti della costiera riguardano soprattutto la città di Amalfi. Numerosi, infatti, sono i miti legati alla fondazione della città, in ogni caso, di derivazione romana. Ciò è dimostrato anche dai rinvenimenti di resti archeologici di età imperiale, tra i quali il “ninfeo” di una villa probabilmente edificata ai tempi dell'imperatore Tiberio.
Amalfi e il territorio della Costiera appartennero, sino alla prima parte del IX secolo, al ducato romanico-bizantino di Napoli, dal quale si staccarono definitivamente nel Settembre 839, dando vita alla Repubblica Marinara autonoma.
Amalfi per tutto il Medioevo fu famosa per la numerosa e potente flotta, per la costruzione della quale aveva un arsenale in muratura del quale oggi restano due corsie divise da dieci pilastri.

L'itinerario inizia da Positano che, posta alle falde meridionali dei Monti Lattari, gode di una posizione invidiabile e di tutti i vantaggi di un clima mite ed asciutto.
Il paese si presenta come una cascata di case che dalla montagna degrada verso il mare in un intersecarsi di vicoletti e scalinate attraverso cui è possibile passeggiare e respirare un'atmosfera quasi magica.
Anche le origini di Postano sono incerte e legate alla leggenda: si narra infatti che Positano fu fondata dal il dio del mare Nettuno per amore della ninfa Pasitea. La maggior parte dei suoi monumenti risalgono al XVIII secolo. La chiesa di Santa Maria Assunta, nei pressi della spiaggia, è sormontata da una magnifica cupola maiolicata a mosaico ed ospita alcune notevoli opere d'arte tra le quali una stupenda opera di Fabrizio Santafede del XVI secolo, che rappresenta la Circoncisione e una tavola in stile bizantino del XIII secolo, raffigurante una Madonna col Bambino. Di grande interesse, inoltre, il campanile, che presenta un bassorilievo medioevale raffigurante un mostro marino, alcuni pesci e una volpe, probabilmente a sottolineare la doppia anima degli abitanti della costa, per meta' contadini, per meta' marinai.
Nell'incantevole baia di Conca dei Marini, un piccolo borgo di pescatori, si trova la grotta dello Smeraldo scoperta nel 1932 da un pescatore. Il suo nome si deve alla particolare colorazione assunta dall'acqua nel riflettere la luce che penetra attraverso le rocce.

Itinerario nella costiera amalfitana  
Amalfi
è un pittoresco borgo di pescatori incuneato fra la montagna e il mare. A ricordo di quello che Amalfi ha rappresentato, resistono gli arsenali dove venivano costruite le famose galee con oltre cento remi, destinate ai carichi di spezie, profumi, tappeti e stoffe preziose dai mercati d'oriente. A Palazzo Morelli, attuale sede del Comune si possono vedere le cosiddette "Tavole Amalfitane" che erano alla base delle regole del commercio di tutto il Mediterraneo.
Tra i monumenti da visitare, il Duomo è il principale monumento di Amalfi; domina dall'alto di una monumentale scalinata, dedicata al patrono S. Andrea. Esso fu fondato nel secolo X e poi rifatto a fine ‘800; la sua facciata è particolarmente bella e presenta molte decorazioni: nel timpano e' raffigurato Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti e la podestà terrena, su disegno di Domenico Morelli. A sinistra della facciata si erge il campanile, iniziato nel 1180 e ultimato nel 1276; recentemente restaurato, conserva l'aspetto originario. Della parte più antica rimane la cappella detta del Crocifisso, nel cui interno è stato allestito un Museo ricco di reperti archeologici rinvenuti in zona e di antichi arredi ed oggetti sacri. Dal Duomo, attraverso una porta bronzea adornata di fregi e figure, si accede al Chiostro del Paradiso, anticamente utilizzato come Cimitero dei cittadini più illustri del paese.

Sin dall'antichità Amalfi è famosa per la lavorazione della carta considerata la migliore in tutto il mondo; è probabile che gli amalfitani abbiamo imparato la lavorazione della carta dagli Arabi. Ancora oggi al museo della carta si può apprendere tutto il percorso di sviluppo di questa lavorazione. Infine Amalfi è famosa anche per le sete lavorate con cura e precisione da precisi e accurati artigiani locali, che conservano viva una tradizione antichissima e il limoncello, con il suo caratteristico sapore ottenuto grazie alla spremitura dei limoni verdi della costiera.

A quasi 400 metri sulla costa, arroccata sulla montagna sorge Ravello, un borgo elegante e raffinato immerso nel verde e caratterizzato da eleganti ville.
Nel corso del tempo Ravello, per la sua bellezza e atmosfera quasi incantata, ha ispirato tanti artisti: dal Boccaccio che la immortalò nel suo Decameron al musicista tedesco Richard Wagner che compose il Parsifal ispirandosi al fascino dei giardini di Villa Rufolo. Oltre a Villa Rufolo si può visitare il Duomo risalente al XI secolo e dedicato a San Pantaleone. La porta d'ingresso bronzea è divisa in 54 riquadri rappresentanti Santi e Storie della Passione di Cristo; all'interno invece, due amboni si fronteggiano a metà navata, ricchi di intarsi marmorei e di colorati mosaici. Villa Cimbrone, appartenuta a Ernest William Beckett, dal cui giardino, attraverso un sentiero si giunge prima al belvedere, dove si ammira una statua bronzea di Mercurio, e poi alla grotta di Eva e al tempio di Bacco in cui sono custodite le ceneri di lord Beckett. Di eguale importanza sono la Chiesa di Santa Maria a Gradillo, dove in passato i nobili si riunivano per discutere di affari pubblici e il Museo del corallo, che raccoglie manufatti risalenti all'epoca romana fino ai nostri giorni.

Maiori ha tra le sue caratteristiche attrattive una spiaggia e un lungomare che non ha eguali in quanto ad estensione in tutta la Costiera Amalfitana e possiede altresì una meravigliosa storia, fatta di eventi e di monumenti, che evidenziano l'importanza che la città ha rivestito nel passato. Da Maiori sono facilmente raggiungibili alcune grotte tra cui la Grotta Sulfurea cosi definita perché al suo interno si trova un buco nella roccia da cui fuoriesce appunto un getto d'acqua sulfurea. Suggestiva è anche la Grotta di Pandone o Pannone le cui pareti sono interamente ricoperte di muschio.

Vietri è l'ultima tappa lungo l'itinerario della Costiera amalfitana. Il suo centro storico si adagia su un lembo di terra a terrazzo sul mare, immerso nel verde e ai piedi del Monte San Liberatore. La cittadina è famosa in tutto il mondo per la produzione di maioliche. Testimonianza di tale produzione è visibile passeggiando nel paese dove nelle piazze e nelle strade affiora in tutta la sua bellezza. Di mirabile bellezza nonché monumento più importante del paese è la Chiesa di San Giovanni Battista la cui cupola è interamente maiolicata.

Itinerario Turistico in camper nel Parco del Cilento e Vallo di Diano

Itinerario nel Parco del Cilento e Vallo di Diano
Il punto di forza di questo itinerario in camper è la ricchezza del patrimonio biologico-ambientale che nel Parco Nazionale del Cilento bene si integra con l'armonica presenza di interessanti insediamenti umani. Nonostante il Cilento sia famoso per le sue bellezze costiere, abbiamo scelto di orientare il nostro itinerario sull'area interna, in modo da dare visibilità ad un territorio erroneamente trascurato dai percorsi turistici.

Itinerario Turistico in camper nel Parco del Cilento e Vallo di Diano

Il punto di forza che vorremmo far emergere presentando questo inconsueto itinerario in camper è la ricchezza del patrimonio biologico-ambientale che nel Parco Nazionale del Cilento bene si integra con la costante ma armonica presenza di pregiati insediamenti umani. Nonostante il Cilento sia famoso più per le sue bellezze costiere che per i paesaggi dell'interno, abbiamo scelto di orientare il nostro itinerario su questo secondo scenario in modo da dare visibilità ad un territorio troppo spesso trascurato dai percorsi turistici.

Il territorio del Parco Nazionale del Cilento si distribuisce su una superficie di 181.048  e si estende tra la pianura del Fiume Sele a nord, il Vallo di Diano a est, il Golfo di Policastro a sud e il Mar Tirreno a ovest. La morfologia è caratterizzata da rilievi montuosi con orientamento prevalente dal mare verso l'interno ed alterna alle dolci colline tappezzate di uliveti i rigogliosi boschi che ricoprono gli aspri pendii montani solcati da vigorosi torrenti.

Itinerario nel Parco del Cilento e Vallo di Diano
Gli insediamenti più remoti, in prevalenza nelle zone costiere, appartengono addirittura al paleolitico; prova ne sono i numerosi reperti ed utensili ritrovati sparsi nell'intera area.
Tra il VII e il VI secolo a.C. furono i Greci a sbarcare sulle coste cilentane; I Sibariti, discendenti degli Achei, fondarono Posidonia: divenuta in epoca romana Paestum. Nello stesso periodo per mano dei Focesi, provenienti dall' Asia Minore, sorse Elea (poi divenuta la Velia romana).
La proficua interazione tra Natura e Uomo ha modificato il territorio cilentano in un complesso sistema in cui gli ambienti ancora incontaminati sono incastonati tra città greche ed antichi centri storici, immensi uliveti terrazzati spesso a picco sul mare, castelli e casali, boschi maestosi, grotte e spelonche in cui aleggia ancora la presenza dei nostri antenati del Paleolitico.
Tra l'altro il parco ha ricevuto nel 1998 un riconoscimento molto importante: l'inserimento, per la prima volta concesso ad un Parco mediterraneo, nella esclusiva lista dei siti appartenenti al Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Il sito che esercita maggior fascino all'interno dell'itinerario per il suo valore storico ed archeologico si snoda tra Paestum, con la sua vasta zona archeologica ed annesso museo e Velia, dove tra pozzi sacri, terme romane ed anfiteatri si ritrovano le origini di questi luoghi.

Il parco inoltre è costellato da grotte,  le più importanti sono quelle di Castelcivita dove sono state rinvenute tracce di insediamenti umani di epoche remote in un susseguirsi di gallerie, strozzature e pozzi; la grotta di S. Michele incastonata tra i faggi imponenti, le rocce a strapiombo, gli inghiottitoi ed i panorami mozzafiato sulle pendici dei Monti Alburni.
Infine la grotta di Bussento, presso Morigerati, dove l'intera zona offre uno degli spettacoli più belli del Parco: una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all'ingresso della grotta stessa.

Itinerario nel Parco del Cilento e Vallo di Diano
Risultano suggestivi i numerosi sentieri che si sviluppano tra i pendii e le valli del parco per la varietà e l'abbondanza di bellezze che il visitatore può incontrare; nei pressi della località Stio, evidenti sono le tracce della passata civiltà contadina tra gli spazi urbani, le abitazioni, gli orti, i terreni coltivati e a pascolo, i casolari rurali, il bosco di cerri, fino alla famosa Valle dei Mulini, caratterizzata con antichi mulini ad acqua.
Irripetibile è il fascino irradiato dal borgo-fantasma di Roscigno Vecchio; abbandonato da circa un secolo, se ne conservano le testimonianze nel piccolo Museo Etnografico allestito nel paese e che ora torna ad animarsi grazie all'interesse per le radici e la cultura delle genti cilentane.
L'oasi WWF di Persano che, sebbene di poco esterna all'area del parco nazionale, va menzionata in quanto è un ambiente molto noto ai naturalisti italiani. Estesa per 110 ettari, l'oasi è inserita in una vasta zona di circa 3.400 ettari, chiusa alla caccia dal 1977, sfrutta un invaso artificiale del fiume Sele. Il suo animale simbolo è la lontra, che si nasconde dentro il bosco di pioppi e salici lungo il fiume, ma sono presenti anche numerosi volatili e specie acquatiche.
Risulta quindi facile nel Parco del Cilento e Vallo di Diano trascorrere una vacanza fuori dal tempo immersi in scenari irripetibili tra storia, cultura, natura e tradizioni che la gente di questi luoghi a saputo conservare e tramandare avendone ben chiaro in mente l'immenso valore.

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